Cerchiamo di immaginare assieme, per un solo istante, la seguente scena. È una bella domenica mattina di inizio primavera, la temperatura è più che gradevole, il sole è alto nel cielo senza essere però fastidioso, gli spalti dell’ippodromo sono pieni di appassionati di ippica in visibilio, i fantini ed i relativi destrieri sono pronti a schizzare fuori dai box fino a che, conto alla rovescia, ed è subito partenza!

In uno scenario del genere il paragone con le più adrenaliniche gare di Formula Uno è più che ovvio, ma quando a correre è un cavallo e non un bolide ultra tecnologico, allora possiamo tranquillamente affermare che lo spettacolo è ancora più emozionante. Più vero, quasi analogico oppure artigianale, se vogliamo metterla sotto questo punto di vista.

E questo lo dimostrano non solo i tanti appassionati delle corse di cavalli in primis, ma anche gli amanti del gioco che, magari tramite portali certificati, hanno deciso di fare la loro puntata su uno sport diverso dai ben più blasonati calcio, pallacanestro e così via.

In ogni caso, complici anche numerosi film e scene di serie TV, una giornata all’ippodromo sarà sia all’insegna del divertimento che dell’uso di determinati termini tecnici per meglio descrivere l’azione in corso. Quali sono dunque i principali e come si utilizzano? Una domanda più che legittima alla quale vi risponderemo qui sotto perciò buona lettura a tutti, soprattutto ai neofiti!

Per cominciare partiamo subito col dire che vi sono due tipi principali di corse di cavalli. Ci sono quelle al galoppo che, come dice il nome stesso, prevedono che i fantini sfreccino lungo il percorso in groppa ai loro destrieri per tagliare per primi il traguardo. Poi, a seguire, ci sono quelle al trotto. Naturalmente sono più lente rispetto alle prime ed i fantini, invece di essere in sella, sono a bordo di una sulky che viene trainata dal cavallo.

Ma a proposito di cavalli, non penserete mica che basti avere un animale alto ed a quattro zampe per poter dire di correre vero? Queste maestose creature si distinguono infatti in sangue caldo (perfetti per il salto degli ostacoli oppure per il tiro leggero), i sangue freddo (cioè quelli maggiormente utilizzati per il lavoro nei campi) ed infine i sangue ardente (ovvero gli stalloni arabi oppure i purosangue più pregiati e costosi sulla piazza, fiore all’occhiello dei loro allevamenti).

Chiudiamo poi il discorso elencandovi brevemente qualcuno dei termini più utilizzati sugli spalti, ma soprattutto dove si piazzano le scommesse sulla vittoria di uno o più determinati equini.

Vincente: il cavallo è arrivato primo degli altri al traguardo, come facilmente ipotizzabile

Piazzato: si fa un pronostico su quali cavalli andranno a posizionarsi sul podio

Accoppiata: si fa il pronostico sulla coppia di cavalli che andranno ad occupare i primi due posti

Tris o trio: si fa il pronostico sui tre cavalli che occuperanno i primi tre posti

Quarté e quintè: perfetti per una doppia possibilità di vittoria, ad esempio con un vincente ed un piazzato, ma anche il costo della scommessa raddoppierà