Cronaca pubblicato da Saverio Capasso
13 gennaio 2013
18:14

Vaticano: blitz delle attiviste Femen durante l’Angelus del Papa

Alcune ragazze del gruppo Femen si sono spogliate oggi in piazza S. Pietro durante l'Angelus di Benedetto XVI per protestare in favore dei diritti degli omosessuali.

femen vaticano

Oggi quattro ragazze del gruppo Femen si sono spogliate al quarto minuto dell’intervento di papa Benedetto XVI durante l’Angelus che si tiene ogni domenica a Piazza San Pietro in Vaticano. Sul corpo delle ragazze le scritte «we trust in gay (noi crediamo nei gay)»  e «shut up (stai zitto)» , un’esortazione rivolta al Pontefice in riferimento alle ultime dichiarazioni contro gli omosessuali. Il 14 dicembre scorso infatti il Papa aveva dichiarato: «I matrimoni omosessuali sono una ferita alla giustizia e alla pace».

Femen è un movimento di protesta ucraino fondato a Kiev nel 2008, diventato famoso, su scala internazionale, per la pratica di manifestare in topless contro il turismo sessuale, il sessismo e altre discriminazioni sociali.
La provocazione dello storico gruppo femminista in Vaticano al grido: «Homophobe, shut up (Omofobo, stai zitto)!» ha fatto infuriare anche i cattolici riuniti in piazza per l’Angelus. In particolare, una donna si è avvicinata minacciosa con un ombrello in mano e si è scagliata contro una delle attiviste ucraine in topless.
Immediato l’intervento dei poliziotti che le hanno portate via. Il provocatorio spogliarello coincide con la manifestazione in Francia contro l’intenzione del governo di legalizzare i matrimoni e le adozioni per le coppie omosessuali.

Non è la prima volta che le attiviste di Femen entrano in azione in piazza San Pietro. Un precedente si è avuto il 6 novembre del 2011, quando un gruppetto di cinque ragazze ucraine era stato bloccato dalla polizia e solo una delle giovani era riuscita a spogliarsi restando a seno scoperto dopo aver raggiunto il centro della piazza.
Nell’ottobre del 2011 le Femen si sono scagliate anche contro l’ex premier Silvio Berlusconi: protestarono davanti Palazzo Grazioli perché il Cavaliere «non rispetta le donne».